Il mio sforzo come scrittrice è quello di urlare con Nelly Sachs al nostro tempo:

non distruggete l’universo delle parole

Foto: D. Wriedt

Elisabeth Melzer-Geissler durante i giorni letterari ad Elmshorn in Schleswig-Holstein

Noi scrittori condividiamo il desiderio comune di formulare parole e pensieri con chiarezza, ma con le nostre emozioni, i dubbi e le contraddizioni, con la nostra indignazione e il nostro dolore per la realtà, con la gioia del presente e con la speranza per il futuro, per realizzarli ciascuno a proprio modo. Se ci impegniamo a fondo in questa causa comune, creeremo e troveremo un mondo nuovo.

A prescindere dall’attuale tendenza di sviluppo sociale, vorrei ricordare la città fieristica di Lipsia, che Johann Wolfgang Goethe, studente di Francoforte sul Meno, considerava la piccola Parigi. Perché?

Talvolta i cittadini di Lipsia avevano investito nella cultura il loro abbondante reddito derivante dalle attività economiche e dal commercio mondiale, perché a quel tempo sembrava che ne sapessero abbastanza:

Promuovere la cultura e l’istruzione non è un’impresa in perdita,
ma un investimento utile per il futuro.

La cultura diventerà un guadagno duraturo per noi e per coloro che verranno dopo di noi, non solo in senso materiale, ma anche in questo senso.